venerdì 13 maggio 2016

INVALSI 2016: L'ERBA CHE LE LEPRI NON MANGIANO

Il giorno 4 maggio 2016 ci ha visti protagonisti della prima importante prova della nostra vita scolastica: la temuta
 "PROVA INVALSI DI ITALIANO".
I nostri genitori ci hanno fatto mille raccomandazioni 
(forse erano più in ansia di noi!). 
Arrivato il momento tanto atteso, con tanta emozione, abbiamo iniziato e, a dire il vero, la lettura che ci hanno proposto era davvero bella. 
Si intitolava: "L'erba che le lepri non mangiano"
 e vogliamo raccontarvela a modo nostro.




In Inghilterra c'è un'erba dalle foglie lunghe, tenere e gustose, con tanti fiorellini, che le lepri non mangiano mai. 
Come mai?


Moltissimi anni fa, una lepre camminava lungo il fianco di una collina, mangiando erbe e radici. 


Era spensierata e felice e...


...non si era accorta che c'era una volpe affamata.


La volpe, infatti, 
per non farsi vedere, si era strisciata contro un muro rosso,
per nascondere il suo profumo, si era avvoltolata nel muschio,
per non farsi sentire, si era avvolta le zampe con la ragnatela.


All'improvviso i due animali si ritrovarono a meno di venti passi l'uno dall'altro.


La lepre iniziò a correre disperata, inseguita dalla volpe.




                                     
                                                                     


Ad un tratto arrivò in un prato dove crescevano a centinaia quelle strane foglie talmente lunghe che... sembravano orecchie di lepre!


La lepre le guardò ed ebbe un'idea...


...si acquattò nel prato, nascondendosi in mezzo a loro.


Quando la volpe arrivò si chiese dove fosse finita la lepre.


Le orecchie della lepre si confondevano in mezzo a tutte le "altre"...


... così la volpe rimase a bocca asciutta!


Per ringraziare dell'aiuto ricevuto, nessuna lepre mangia le foglie di quella pianta.


domenica 8 maggio 2016

LA MIA MAMMA E'...

Usando la nostra fantasia abbiamo inventato tante metafore per descrivere la persona più cara ad ognuno di noi: "la Mamma" e le abbiamo raccolte nel seguente power point:




Un mazzolino d'Amore.

A te mamma...
Regalo il mio amore infinito
lo faccio con un dono fiorito.

A te mamma... 
Dono il mio amore profumato
con un abbraccio che toglie il fiato.

A te mamma...
Mostro il mio affetto puro e sincero
ti riempio di baci e carezze, di te son fiero.

A te mamma...
Offro questo delicato e colorato mazzolino
colto stamattina nel cuore del mio giardino.

(Maria Ruggi)



Auguri Mamma!


martedì 19 aprile 2016

mercoledì 23 marzo 2016

BUONA PASQUA!

 La Pasqua ...

... nei disegni dei bambini di IIA 





... e in quelli dei bambini di IIB



BUONA PASQUA A TUTTI!

TRADIZIONI PASQUALI

LE TRADIZIONI RELIGIOSE

Ai giorni nostri il "Sepolcro" di Gesù, che viene portato in processione per le vie del paese la sera del Venerdì Santo, viene abbellito con fiori e Angioletti.





Al tempo dei nostri nonni non si portavano i fiori al Sepolcro di Gesù, ma il "grano bianco".
All'inizio della Quaresima, le donne provvedevano a seminare il grano in appositi vasi e lo curavano al buio delle cantine. 
I chicchi di grano, fatti germogliare al buio, crescevano fino a diventare dei fili sottilissimi che prendevano un colore pallido, quasi bianco. 
Le piantine così ottenute venivano portate in Chiesa ed offerte a Gesù. Esse simboleggiavano il miracolo della Vita, della Morte e della Resurrezione del Signore.



Nel Vangelo di San Giovanni è scritto: 
" Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto."



Dal Venerdì Santo fino a Pasqua le campane restano mute.

Al tempo dei nostri nonni, i bambini andavano in giro con un attrezzo di legno con due pezzi di ferro e li sbattevano per annunciare le funzioni religiose.





I DOLCI

A Trivento il dolce tipico di Pasqua è la "pigna". Le nostre mamme ancora preparano le pigne.



Le nostre nonne preparavano per i loro bambini dei dolci dalle forme particolari che contenevano uova: le "Papotte", i "Cavallucci" e i "Cestini di Pasqua".  
Le "Papotte", erano delle bambole dolci per le bambine, i "Cavallucci" erano per i bambini, i "Cestini" erano per entrambi.
Rappresentavano un modo giocoso di augurare un futuro ricco di abbondanza e di buoni raccolti. 

Questa  tradizione per fortuna non è del tutto scomparsa.
Alcuni di noi a Pasqua avranno la fortuna di ricevere, oltre all'uovo di cioccolato, uno di questi ottimi dolci.

Una "Papotta"




Un "Cavalluccio"



Un "Cestino di Pasqua"